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Grazie al suo patrimonio paesaggistico, storico, artistico ed architettonico, il Veneto è, con olte 60 milioni di turisti all'anno, la regione più visitata d'Italia.
Tra le città d’arte, la fermata d’obbligo è Verona, per ammirare, almeno, la maestosa Arena e il mitico balcone di Romeo e Giulietta.
A Padova, merita una visita la basilica di Sant’Antonio e la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto mentre, a Venezia, potreste lasciarvi trasportare dalle tradizionali gondole laccate di nero in giro per il Canal Grande, o giocare con i colombi di piazza San Marco o ancora basta passeggiare tra ponti e calli per scoprire una città unica al mondo. E poi ci si potrebbe dirigere verso gli angoli incontaminati dei parchi naturali più suggestivi della regione: da quello del Delta del Po, caratterizzato da un silenzio surreale, a quello dei Colli Euganei, passando per quello tempestato di piccoli laghi e mulini del Fiume Sile. gondoliere maschere Altra escursione da non perdere è quella, all’insegna di sport e natura, sul Lago di Garda, dove spettacolari paesaggi fanno da cornice a gare di vela e di windsurf.

Il Lago di Garda
Il Lago di Garda, o Benàco (spesso pronunciato Bènaco), è il maggiore lago italiano, con una superficie di circa 370 km². È situato tra la Lombardia (con la provincia di Brescia), il Veneto (provincia di Verona) e il Trentino-Alto Adige (provincia di Trento).
Le acque del lago bagnano numerosi centri abitati in provincia di Brescia (Sirmione, Desenzano del Garda, Lonato, Padenghe sul Garda, Moniga del Garda, Manerba del Garda, San Felice del Benaco, Salò, Gardone Riviera, Toscolano-Maderno, Gargnano, Tignale, Tremosine, Limone sul Garda), in provincia di Verona (Peschiera del Garda, Castelnuovo del Garda, Lazise, Bardolino, Garda, Torri del Benaco, Brenzone, Malcesine) e in provincia di Trento (Riva del Garda, Nago-Torbole).
La parte settentrionale del lago è lunga e stretta, ed è circondata da montagne, le maggiori delle quali appartengono al Gruppo del Baldo. La forma è quella tipica di una valle morenica: si ritiene infatti che questa porzione del lago sia stata creata dall'azione di un ghiacciaio paleolitico, il fiume Sarca è il principale affluente fra 25 immissari, fra i quali l'Aril che con i suoi 175 metri di lunghezza è considerato il fiume più breve del mondo. L'unico emissario del lago è il fiume Mincio.
Se la zona del lago conserva tutt'oggi, evidentissime, le tracce lasciate dalle glaciazioni, soprattutto quella wurmiana (tra i 20.000 e i 15.000 anni fa) che un tempo erano ritenute la causa determinante la formazione della depressione lacustre, oggi si pensa, invece, che il modellamento glaciale sia intervenuto su una depressione già esistente, creata dalla maggior capacità di erosione esercitata dalle acque dei torrenti alpini, tra i 6 e i 5 milioni di anni fa, nel periodo in cui si verificò la cosiddetta "crisi di salinità" del Mediterraneo, ovvero un forte abbassamento del livello del mare dovuto all'interruzione della comunicazione con l'Oceano Atlantico. La morfologia glaciale sarebbe quindi sovrimposta ad una più antica morfologia fluviale e tettonica.
All'inizio del Quaternario (1,5 milioni di anni fa) la zona dell'attuale bacino lacustre si presentava come un'ampia vallata nella quale si immettevano i fiumi Chiese (nella zona di Salò) e Sarca (presso Riva). Alle successive fasi di glaciazione si deve la formazione dell'imponente anfiteatro morenico antistante il lago e, quindi, la deviazione del Chiese secondo il suo corso attuale. A nord, le alluvioni del Fiume Sarca hanno invece colmato l'area a monte di Riva, dando origine alla conca di Arco e circondando l'antico isolotto del Monte Brione.
Nel lago ci sono cinque isole. La più grande è l'Isola del Garda, vicino a questa la più piccola, l'Isola di San Biagio anche detta "dei Conigli", un vero e proprio microscoglio di appena 100 metri quadrati che dista poche decine di metri dalla costa; entrambe sono situate nei pressi di San Felice del Benaco, verso Salò sulla costa bresciana.
Vi è poi un'altra isola, la seconda per grandezza, l'Isola del Trimelone grande 6000 metri quadrati, famosa per essere stata una polveriera su cui sono stati raccolti ordigni inesplosi della prima e seconda guerra mondiale. Le altre due più piccole sono l'Isola del Sogno, che nei periodi di secca può essere raggiunta a piedi dalla costa che dista appena 20 metri dalla penisola del sogno, e l'Isola degli Olivi.
La navigazione a motore sul lago è permessa oltre 300 m di distanza dalla riva, ad eccezione del promontorio di Sirmione, dei golfi di Salò e Manerba e dell'Isola di Garda dove è consentita oltre i 150 m.
La parte Trentina del lago è invece interdetta alla navigazione a motore salvo alcune deroghe. La velocità massima deve essere inferiore ai 20 nodi di giorno, 5 nodi di notte, 3 nodi nei porti ed in fascia costiera protetta. È possibile praticare lo sport dello sci nautico ad una distanza di 500 m dalla costa; in questo caso la velocità massima non deve essere superiore a 25 nodi. In ogni caso è d'obbligo informarsi presso l'autorità competente per verificare ulteriori obblighi e/o limitazioni dovute a particolari ordinanze e si raccomanda la massima prudenza per la presenza di scogli, bagnanti, surfisti e di altre unità da diporto.

L'Arena di Verona
L'Arena di Verona è un anfiteatro romano presente a Verona. Assieme alle figure di Giulietta e Romeo è considerata l'icona della città veneta.
È il terzo anfiteatro romano per dimensione dopo quello di Roma - il Colosseo - e di Capua; è sicuramente fra i meglio conservati. Durante il periodo estivo viene proposto il celeberrimo festival lirico, e nelle prime serate di settembre artisti di carattere mondiale fanno tappa all'anfiteatro per proporre i loro concerti.
Una manifestazione ormai consolidata nel calendario areniano è la serata finale del Festivalbar, proposta in due eventi in diretta tv, dove si stabilisce il vincitore della manifestazione che gira l'Italia nel periodo estivo. L'anfiteatro romano, l'Arena, è il monumento veronese più conosciuto. Oggi l'Arena è incastonata nel centro storico a fare da quinta a Piazza Bra’, ma un tempo, quando i Romani lo costruirono, il monumento fu collocato ai margini dell'urbe, fuori della cerchia delle mura. L'Arena riassume in sé quasi venti secoli di storia locale, ed è diventata nel tempo il simbolo stesso della città. Il suo culto ha radici lontane, che risalgono all'umanesimo carolingio.
La fama goduta dall'anfiteatro nella coscienza civica dei veronesi, porta così via via il monumento ad assumere sempre più il carattere di simbolo stesso dell'antica nobiltà. Di qui le cure per la sua conservazione ed i suoi ampi e numerosi restauri. L'Arena servì sempre e soprattutto per manifestazioni spettacolari. In epoca romana, ad esempio, fu usata per spettacoli di lotte fra gladiatori. Nel Medioevo e fino alla metà del settecento erano usuali in Arena anche giostre e tornei. Nel 1913, l'Arena sarà finalmente scoperta per quello che adesso è conosciuto come il primo vero e più importante teatro lirico all'aperto del mondo.
Il più solenne monumento di Verona romana, con vari ordini di gradinate e, al centro, un'area o arena per gli spettacoli di gladiatori, di combattimenti con belve od altre manifestazioni di carattere popolare, è stato costruito con blocchi di marmo ben squadrati, nel I secolo d.C., cioè tra la fine dell'impero di Augusto e quella dell'impero di Claudio. Dei monumenti di tal genere è tra i meglio conservati. Il perimetro della platea attuale è di m. 391 ed includendovi l'Ala è di m. 435.
L'anfiteatro è costituito da tre cinte concentriche: della prima esterna ci rimane solamente quella parte, che è comunemente chiamata "Ala". I gradini dell'anfiteatro sono tutti in marmo veronese. Sotto il piano della platea si trovano (ma ora non si possono visitare) gallerie, anditi e passaggi che un tempo servivano ed in parte servono ancora, per il complesso funzionamento dell'anfiteatro.
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