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Veneto

Le ville del Palladio

Ventiquattro ville in mezzo ai campi, e mezza architettura occidentale che ne discende.

Andrea Palladio nasce a Padova nel 1508 e lavora quasi solo in Veneto. Nel Cinquecento i patrizi veneziani cominciano a comprare terra in terraferma e hanno bisogno di case che siano insieme aziende agricole e residenze di rappresentanza: da questa richiesta nascono le ville, con il corpo centrale abitato e le barchesse laterali che servivano da magazzini e stalle.

Le ville palladiane sono ventiquattro e sono patrimonio Unesco dal 1996, insieme alla città di Vicenza. Non sono in un posto solo: stanno sparse fra le province di Vicenza, Treviso, Padova e Venezia, quasi sempre in campagna, e si visitano con biglietti separati e orari diversi.

Quali vedere

La Rotonda, appena fuori Vicenza, è la più nota e la più copiata al mondo: pianta quadrata, cupola al centro e quattro facciate identiche con il pronao. Villa Barbaro a Maser ha gli affreschi di Paolo Veronese e una peschiera ancora in funzione. Villa Foscari sulla riviera del Brenta, che chiamano la Malcontenta, si affaccia sull'acqua; villa Emo a Fanzolo è la più agricola di tutte.

Come organizzarsi

In una giornata se ne vedono tre o quattro, perché sono vicine ma in campagna e serve l'auto. Il giro classico è Vicenza, la Rotonda e villa Valmarana ai Nani al mattino, Maser e le colline di Asolo il pomeriggio. Le ville del Brenta si fanno invece da Padova o da Venezia, anche in battello.

Gli orari sono limitati e cambiano con la stagione: molte aprono solo qualche giorno alla settimana e alcune solo su prenotazione. È la cosa da verificare prima di mettersi in macchina.