Una montagna, una pianura e un'acqua che non è né mare né terra
Diciottomila chilometri quadrati, dai 3.300 metri della Marmolada al livello del mare.
Il Veneto si legge dall'alto verso il basso. In cima ci sono le Dolomiti bellunesi, patrimonio Unesco; sotto le Prealpi con gli altopiani; poi una fascia di colline isolate che spuntano dal piano, i Colli Euganei e i Berici, che sono vulcani spenti; infine la pianura, che occupa oltre la metà del territorio e arriva fino al mare senza un gradino.

I fiumi
Ne scendono tanti e quasi paralleli: l'Adige, che è il secondo fiume italiano per lunghezza, il Piave, il Brenta, il Bacchiglione, il Livenza. Il Po segna il confine meridionale e sfocia nel suo delta, che è in provincia di Rovigo. Tutti questi corsi sono arginati da secoli, e il reticolo di canali e chiaviche che regola la pianura è opera della Repubblica di Venezia.
La laguna
La laguna di Venezia è la più grande del Mediterraneo: cinquecentocinquanta chilometri quadrati di acqua bassa, barene, canali e isole, separati dal mare da tre bocche di porto. Non è un accidente naturale rimasto tale: Venezia ci ha lavorato per secoli deviando i fiumi che la stavano interrando. Dal 2020 le paratoie del Mose chiudono le bocche quando la marea sale troppo.
La costa e il delta
Il litorale è basso e sabbioso per tutti i centosessanta chilometri, con i cordoni di dune e le pinete dietro: è su questa fascia che stanno i campeggi. A sud, il delta del Po è un mondo a parte, fatto di lagune, valli da pesca, argini e canneti, ed è parco regionale dal 1997 e riserva della biosfera Unesco.
La montagna
Le Dolomiti bellunesi comprendono le Tre Cime di Lavaredo sul confine, il Civetta, il Pelmo, l'Antelao e le Pale di San Martino; la Marmolada, che segna il confine con il Trentino, arriva a 3.343 metri ed è la cima più alta di tutte le Dolomiti. Più a sud gli altopiani di Asiago e del Cansiglio sono meno alti e molto più boscosi.