Un carnevale, una regata e l'opera in un anfiteatro romano
Le feste qui sono grandi, e quasi tutte si guardano dall'acqua o da una gradinata.
Il Veneto ha feste che vengono dalla Repubblica di Venezia e feste inventate nel Novecento, e le une e le altre riempiono le città. Le prime si guardano dall'acqua, le seconde da una poltroncina; in tutti e due i casi conviene prenotare.
Il carnevale di Venezia
Dura due settimane e finisce il martedì grasso: maschere, cortei acquei e il volo dell'angelo che scende dal campanile di San Marco sulla piazza. Nella forma attuale è stato ricostruito nel 1979, ma le maschere e le bautte sono quelle del Settecento, quando il carnevale durava mesi. In quei giorni la città è piena come in agosto.

Le regate
La Regata Storica si corre la prima domenica di settembre sul Canal Grande: prima il corteo delle imbarcazioni cinquecentesche, poi le gare vere, che si vedono meglio dalle rive o da una barca. La Vogalonga, a maggio, non è una gara ma una traversata di trenta chilometri della laguna a remi, aperta a chiunque abbia una barca senza motore, e ci vanno in migliaia.
L'Arena e le altre
Il festival lirico dell'Arena di Verona si tiene da giugno a settembre dal 1913, in un anfiteatro romano del primo secolo che tiene ancora ventiduemila spettatori: gli spettacoli cominciano alle nove di sera, e i posti in gradinata di pietra costano poco ma si sta scomodi. A Marostica, negli anni pari, si gioca la partita a scacchi con personaggi viventi sulla piazza.
L'estate e le sagre
Il Redentore, la terza domenica di luglio, è la notte dei fuochi d'artificio sul bacino di San Marco, con il ponte di barche verso la Giudecca; in autunno le sagre del radicchio, del vino e delle castagne riempiono i paesi. Sulla costa i campeggi hanno il loro calendario di serate, e nelle Dolomiti si tengono le feste dell'alpeggio.